domenica, 04 maggio 2008, ore 17:54

..sò che è nelle distanze che dovrò trovare un senso, conoscerle, imparare a viverle, ..sò che è nelle distanze che si nascondono i segreti di questo mio tempo, chilometri del mio cuore sparsi per l'Italia...

distanze fatte  di cieli plumbei che paiono voler crollare, di paesaggi evanescenti dietro ad un finestrino, di libri poggiati dolcemente sulle ginocchia, di arrivi e di partenze...

sò che è in queste distanze che devo cercare, in cui devo credere, alle quali appartenere....

distanze di assenze , riempite di voci e di sospiri, distanze che uniscono quello che è nato lontano....distanze paradossali...

e presenze.... coperte arancioni spiegazzate sul divano, distese di papaveri rossi, letti disfatti di lenzuola "fashion-gay", passi scalzi , topetti nati da poco, sorrisi e lacrime subito dopo.....

sò che è dalle distanze che devo imparare , e prendermene cura, ritrovandole nel sorriso del mattino di ogni giorno, nello sbadiglio assonnato della sera, nel mio quotidiano vivere...  sotto i miei passi e nel mio  cuore...

sò che amo anche queste distanze, perchè mi appartengono da quando appartengo a te,  ..

sò che soffro per queste assenze e non posso farne a meno,perchè non voglio fare a meno di te

sò che è nelle distanze, nelle stazioni dei treni, nei lunghi viaggi, nei nostri letti di sogni,nelle nostre case e città, nelle carezze della sera, nelle mete comuni, nelle camicie dimenticate, nei film scoperti insieme, nelle reciproche assenze, nel profumo della tua pelle, che tutto assume un senso...che tutto un senso sembra averlo sempre avuto...

sono come l'oceano che ha trovato la sua riva...

e , nelle distanze , io un 'esploratrice di mari in tempesta....  e tu il mio Nord..

..che ci siano sempre strade a condurci l'uno all'altra, e viaggi a colmare le distanze..nell'attesa di potersi dire..

"..resto con te.. non parto più.."

elfodeiboschi
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categoria : il fiore del loto, felicità in questo mondo, un posto nel mio mondo, person-ali, lo spazio tra una nota e laltra

mercoledì, 30 aprile 2008, ore 09:15

"CITAZIONE"......

....ci sono luoghi che affascinano perchè sembrano radicalmente diversi da noi, ed altri che incantano perchè, già la prima volta, risultano familiari, quasi un luogo natio....

conoscere è spesso,platonicamente, riconoscere,l'emergere di qualcosa magari ignorato sino a quell'attimo, ma accolto come proprio.

per vedere un luogo occorre rivederlo.

il noto ed il familiare, continuamente riscoperti, e arricchiti, sono la premessa dell'incontro, della seduzione, dell'avventura...

la ventesima o centesima volta in cui si parla con un amico o in cui si fa all'amore con una persona amata, sono infinitamente più intense della prima...

ciò vale pure per i luoghi; il viaggio più affascinante è un ritorno, come l'odissea,e i luoghi del percorso consueto, i microcosmi quotidiani attraversati da tanti anni, sono una sfida ulissiaca.......

"..Perchè cavalchi in queste terre?"...

"..per ritornare...."

elfodeiboschi
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categoria : leggo quindi sono, un posto nel mio mondo, danzando a piedi nudi nel parco, la fuga del mio cervello

martedì, 29 aprile 2008, ore 19:13

ALLL

elfodeiboschi
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categoria : la fuga del mio cervello

lunedì, 28 aprile 2008, ore 17:06

You are the sunshine of my life
That's why I'll always stay around
You are the apple of my eye
Forever you'll stay in my heart
I feel like this is the beginning
Though I've loved you for a million years
And if I thought our love was ending
I'd find myself drowning in my own tears
Whoa, oh, oh, oh, oh, ooh
You are the sunshine of my life
That's why I'll always stay around
You are the apple of my eye
Forever you'll stay in my heart
You must have known that I was lonely
Because you came to my rescue
And I know that this must be Heaven
How could so much love be inside of you
Whoa, oh, oh, oh, ooh
You are the sunshine of my life
That's why I'll always stay around
You are the apple of my eye
Forever you'll stay in my heart
Forever you'll stay in my heart

elfodeiboschi
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categoria : il cielo su torino, eventu\ali, person-ali, lo spazio tra una nota e laltra

venerdì, 18 aprile 2008, ore 09:31

mani....noi che amiamo la vita,spolveriamo le parole morte, ma ancora tanto belle, e le riappendiamo all'albero della conoscenza per farle rinascere in un'Italia migliore.

oggi piantiamo un verbo e lo innaffiamo di fiducia e modernità, è un verbo perduto, poco usato, poco capito, poco praticato: CONSOLARE

e attenti ad un altro verbo sfavillante e quasi perduto, "incoraggiare", o "lenire". lenire il dolore dell'altro, ma consolare vuol anche dire rallegrare, o quantomeno "rendere più sopportabile " il dolore o il pianto altrui

allora vorrei chiedervi "vi sentite consolati?",c'è qualcuno o qualcosa che vi consola? o reggete da soli il dolore di vivere?.... attenti , non mi fate il belato di massa,e non esibitevi nello sport più praticato: il vittimismo di stato...

ci si scorda che il diritto è fratello del dovere, mentre per un  italiano il dovere, è un cugino lontanissimo, di cui non si hanno notizie da anni.

infatti la vera domanda che volevo farvi è un'altra: hai mai davvero consolato qualcuno? hai mai accolto in te lo straniero?non mamma ne zia che piangono disperate perchè hanno perso in borsa, non tua moglie o tuo figlio quindicenne scioccato dalla prima bambina che gli ha detto no.

io parlo dell'altro...

e non dei consigli, dell'elemosina,del raccontino consolatorio, dell"anche a me è successa la stessa cosa"...No. tutto questo non è consolare, tutto questo è piangersi addosso, o farsi piangere addosso, in un mutuo reciproco compiangersi, con una punta di protagonismo consolatorio...

consolare è morire in un altro, con un altro, per un altro, accogliendolo dentro di te con tutte le sue asprezze e le sue diversità,le opinioni divergenti, i giudizi che non collimano con i tuoi, e rispettandolo, come rispetteresti te stesso ,confortalo incoraggiarlo consolarlo...

ne sono capaci i grandi, e involontariamente,alcuni animali amici dell'uomo che , avvertendo l'onda d'urto del dolore, si strusciano a noi cercando di farci da schermo col loro corpo caldo,

ma la cosa più struggente è quando chi consola è uno che non è mai stato consolato... sembra un paradosso , non lo è.

adesso pensate a chi, tra quelli che conoscete, ha più bisogno di essere incoraggiato, o meglio, usando ancora questo meraviglioso verbo clandestino, CONSOLATO....

e consolatelo come si conviene.... da professionisti del dolore altrui...

D.C

citandoti.....dandoti del tu, fratello albatros

ancora in quell'onda, ancora in quel flusso,non essendone uscita mai... persa esule, ma mai alla deriva

elfodeiboschi
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categoria : albatros, eventu\ali, un posto nel mio mondo